La bambola

L’aveva comprata in aeroporto di ritorno da un viaggio di lavoro. Quella bambola avrebbe dovuto diventare la nuova amica della sua piccola Rosa, avrebbe dovuto essere la sua nuova compagna di giochi. Avrebbe. Due sere dopo era dovuto correre in ospedale per un’emergenza. La babysitter sarebbe arrivata da lì a poco ma lui era tranquillo….

Pagine pericolose

Era appena tornato a casa dalla biblioteca comunale. Lì aveva incontrato quell’anziano: ingobbito e rachitico, dalla pelle rugosa e cosparsa di cicatrici. L’uomo gli aveva consegnato un manoscritto antico, consunto ed inquietante. Spinto da un’indomabile curiosità, il ragazzo iniziò a sfogliare il libro. Gli sembrò solamente un mucchio di parole scritte in una grafia indecifrabile…

Il quadro ormai era il mio mondo

Ero lì davanti, non sapevo perchè mi attirasse così tanto. Era tutto nero quel quadro, con un diamante disegnato sopra. Volevo distogliere lo sguardo ma era come essere in trappola. Non ero del tutto tranquilla e quando vidi che il diamante iniziò a girare su se stesso sempre più velocemente persi il controllo dei miei…

1912-1924

Michelle si svegliò come sempre nel corso della notte per andare in bagno. Era abituata ad udire il cupo russare del padre e non sentirlo le parve strano. Provò ad accendere la luce: era fulminata. Sempre più tesa decise di ispezionare la casa. Muovendosi a tentoni ed in punta di piedi si diresse in cucina…

Lo strano riflesso

Il letto di Finn era vuoto, disfatto. Le coperte a terra e sul cuscino l’orma della sua testa. Fin aveva disobbedito a sua madre e quella notte non dormì: girovagò per la casa. Passò davanti al bagno e sullo specchio gli parve di vedere il riflesso di una lama. Girò la testa per osservare meglio…

Noris – L’incipit –

Tutto d’un tratto le luci si spensero e calò un’oscurità maligna, cupa. Il teatro si trasformò nel buio in persona. I palchetti erano come grandi casse da cui risuonavano frastuoni ed urla che facevano rullare i timpai e spaccavano le orecchie. Alle estremità del palco dei demoni con le fauci spalancete, simbolo del paese, erano…

“Veritas” – di C.T., alias Ludmilla Norby –

Il paese era addormentato ma nell’aria c’era qualcosa di strano. Io passeggiavo con il mio cagnolino Lucky, un cane buono, bianco come la neve, con un collare nero e blu, che stava sempre con me e non mi lasciava per nessun motivo. Lucky quella notte abbaiava e annusava senza fermarsi mai; anche lui, forse, aveva…