Pagine pericolose

Era appena tornato a casa dalla biblioteca comunale.

Lì aveva incontrato quell’anziano: ingobbito e rachitico, dalla pelle rugosa e cosparsa di cicatrici. L’uomo gli aveva consegnato un manoscritto antico, consunto ed inquietante.

Spinto da un’indomabile curiosità, il ragazzo iniziò a sfogliare il libro. Gli sembrò solamente un mucchio di parole scritte in una grafia indecifrabile ma, proprio quando stava per rinunciare alla lettura notò un’immagine nella quale riconobbe quell’uomo. Anziano e rachitico.

Ora il libro stava mutando, emanava un odore acre e pestilenziale. Non solo: l’illustrazione lentamente stava sempre di più prendendo le sembianze del ragazzo.

Lui provò a scappare ma la paura lo teneva immobilizzato. Provò ad urlare ma la voce non volle uscire.

Iniziò a girargli la testa. Vide di sfuggita le sue braccia che si avvicinavano involonariamete al libro e svenne. Si risvegliò; vide la stanza, la poltrona, il tappeto. Tutto era normale.

Provò a muoversi e solo allora si rese conto di dove si trovava. Il vecchio improvvisamente apparve nella stanza, si sedette sulla poltrona e chiuse il libro.

E il ragazzo vide solo nero.

 

Y.G.

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