1912-1924

Michelle si svegliò come sempre nel corso della notte per andare in bagno.
Era abituata ad udire il cupo russare del padre e non sentirlo le parve strano.
Provò ad accendere la luce: era fulminata.
Sempre più tesa decise di ispezionare la casa. Muovendosi a tentoni ed in punta di piedi si diresse in cucina per recuperare una lampada.
Una volta accesala si sentì subito meglio ma il sollievo passò tanto velocemente quanto era arrivato: in casa non c’era nessuno. Tutto per lei si stava trasformando in un incubo sempre più tenebroso.
Esaminò il giardino ma ottenne lo stesso risultato: un silenzio terrificante la avvolgeva.
Tutto ad un tratto si accorse di una bambola gettata in terra ai piedi di una siepe; aveva una spillina con il suo nome addosso: Michelle.
La prese in braccio e nelle vene iniziarono a scorrerle emozioni e ricordi molto intensi. Le sembrava di rivivere la sua infanzia, agli inizi del ‘900.
Mossa da una strana ansia e da una paura inaspettata girò la manovella sulla schiena della bambola. Da quel momento tutto cambiò. Da quel momento Michelle non tornò più indietro.
La bambola mosse la testa ed un braccio. Continuando a fissare Michelle negli occhi, con le dita le indicò un punto del giardino poco distante.
Era strano, molto.
Precipitandosi in quel luogo la ragazza scoprì una lapide. La ripulì dalle sterpaglie e dalla polvere e rimase paralizzata quando lesse le due parole e le due date che vi erano scolpite:
“Michelle Angiolieri
1912 – 1924”.

S.V.

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