Noris – L’incipit –

Tutto d’un tratto le luci si spensero e calò un’oscurità maligna, cupa. Il teatro si trasformò nel buio in persona. I palchetti erano come grandi casse da cui risuonavano frastuoni ed urla che facevano rullare i timpai e spaccavano le orecchie. Alle estremità del palco dei demoni con le fauci spalancete, simbolo del paese, erano illuminati da una sottile ma brillante luce che filtrava dalle finestre. Sambrava che il teatro si restringesse sempre di più. Improvvisamente un urlo squarciò il silenzio. Contemporaneamente le luci si riaccesero e un’illuminazione opaca si diffuse in platea.

Matt Smith era morto. Il suo petto era stato sbranato e poi lacerato. Il sangue era ovunque e gli organi interni fuoriuscivano da ogni parte del corpo. Sullo schienale della poltroncina era stato marchiato a fuoco un simbolo: un rewera.

S.P- (sasso)

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