La sfera armillare.

In una notte di luna piena, resa lugubre dagli ululati dei lupi e dal verso dei gufi, nella Valle della Morte gli scheletri si stavano accordando con gli zombie su come conquistare le terre degli elfi dell’acqua.

Adalberto, sovrano degli zombie, suggeriva di attaccare direttamente gli elfi. Questa idea, Vladimiro, presidente degli scheletri, non la condivideva affatto e riteneva più saggio sottrarre dal museo degli gnomi la sfera armillare magica con la quale avrebbero facilmente distrutto le difese nemiche. Del resto, quella, era l’arma più potente dell’universo, anche se gli gnomi – esseri molto pacifici – non volevano utilizzarla per nessun motivo.

I membri del Parlamento dei mostri optarono per la strategia suggerita da Vladimiro. Si mossero quindi la notte successiva, quando la maggior parte della popolazione era al teatro degli gnomi ad assistere alla “Gnomiata”, opera lirica messa in scena da una compagnia locale e ispirata alla Traviata scritta da Giuseppe, lo Gnomo Verde.

Entrarono minacciosi, dalla porta dei nani, diretti verso il museo sorvegliato Ildebrando, generale dei giganti che, insospettito dagli strani rumori che risuonavano nell’aria, trovò opportuno ordinare ai suoi uomini di effettuare un controllo. Un gruppo di giganti-soldato si mise alla ricerca dell’origine di quel frastuono ma non la trovò, seppur perlustrando tutto il paese. I boati si facevano sempre più forti ma, apparentemente, non vi era anima viva.

Da dove provenivano? Chi era a provocarli?

Gli scheletri e gli zombie per muoversi indisturbati nel paese avevano attinto alla fonte dell’acqua dell’invisibilità, che rende invisibili per un giorno coloro che la bevono.

Il generale Ildebrando, immaginando il trucco dei misteriosi intrusi, utilizzando delle aquile canadair, fece cospargere la cittadina con della vernice gialla fosforescente; in questa maniera i nemici vennero scoperti e cacciati.

La notte successiva gli invasori si travestirono da gnomi forestieri e con un gnalesse – un calesse del luogo trainato da unicorni – entrarono nella città. Questa volta varcarono la porta principale e si diressero verso il museo con la scusa di voler partecipare alla visita notturna.

Tuttavia i giganti di guardia, tra i quali vi erano il generale Ildebrando ed il colonnello Agapito, si insospettirono per il loro eccessivo interessamento alla sfera armillare e decisero di controllare. Anche questa volta i mostri vennero cacciati. Se ne andarono tutti, tranne lo scheletro Cariberto, che si era nascosto dentro a un vaso etrusco. Cariberto, furtivamente, si avvicinò alla sala dell’arma. Stava per afferrarla quando d’un tratto, dal nulla, si materializzò davanti a lui suo cugino, il vampiro Giacobbe, che lo obbligò a tener fede alla promessa fattagli: Cariberto avrebbe dovuto accompagnare Giacobbe alle lezioni di danza per mostri ogni terzo mercoledì del mese. Proprio quel giorno!  Lo scheletro dovette spiegare le sue ragioni per non rispettare il patto e, proprio in quel momento, fece ingresso nella stanza Ildebrando insospettito dai rumori prodotti dai due cugini.

Giacobbe scomparve come era entratoma il povero scheletro venne scaraventato fuori dalla finestra dal colonnello Agapito e dovette comunque andare alla lezione di danza.

La terza notte gli invasori fecero accesso al paese dalla porta degli gnomi. Questa volta si travestirono da giganti; ogni “gigante” era formato da cinque individui in equilibrio uno sull’altro. Prima di andare al museo si diressero alla fortezza, adibita a carcere per imprigionare i giganti. Lì erano tenuti progionieri molti dei loro compagni. I finti giganti li fecero evadere fingendo di doverli trasferire in un penitenziario più grande. Così tutti i giganti, veri e finti, si diressero verso il museo degli gnomi dove stranamente senza faticare riuscirono a rubare la sfera armillare ed a sostituirla con un falso per poi uscire trionfanti dal museo.

I ladri, molto soddisfatti, si diressero verso le Montagne Mostruose che si innalzavano accanto alla Valle della Morte per posizionare l’arma puntantola contro la case degli elfi dell’acqua. Battere i nemici, in quel modo, sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Prima di attaccare organizzarono una grande festa, con tanto di balli di gruppo della scuola di danza per mostri in cui dovette esibirsi anche il povero scheletro Cariberto, vincolato dalla promessa stretta con il cugino. che prevedeva, la sua partecipazione anche a tutti i saggi ed agli spettacoli di danza.

Dopo una notte ed un giorno di festa scheletri e zombie si decisero ad attaccare. Puntarono verso la cità degli elfi, Vladimiro premette il pulsante  ma… non accadde nulla.

Provarono ad azionare l’arma letale per tutta la notte ed in tutte le maniere finchè Adalberto non si accorse di una piccola targhetta su cui era inciso “Made in China”. Come se ciò non bastava, spostando la lamina dorata si apriva un piccolo cassettino che custodiva una pergamena che riportava questo messaggio:

“Ah!Ah”Ah! Siete stati fregati!

I giganti, gli elfi, gli gnomi, i nani ed il vostro falsario di fiducia, falegname Mannaro Apollinare

P.S. Vi ringraziamo per avere riportato nel museo la sfera originale che avete sempre avuto tra le mani.

 

Ovviamente i mostri andarono su tutte le furie. Per la rabbia il gruppo d ballo smise anche di danzare. Tutti iniziarono a disperarsi, a piangere ed a demoralizzarsi. Dopo un giorno ed una notte di lamenti e di urla verso coloro che avevano osato prendersi gioco di loro, il Parlamento dei Mostri decise di  accontentarsi dei propri possedimenti.

Ma non tutti erano d’accordo…

 

Y.G.

 

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